Sicurezza nei cantieri: gli errori più comuni del committente (e come evitarli)
- 16 feb
- Tempo di lettura: 3 min
Quali sono gli errori più comuni del committente sulla sicurezza nei cantieri nella provincia di Lecce? Una guida chiara per evitarli e gestire i lavori in modo consapevole e sicuro.

Quando un privato decide di costruire o ristrutturare, si concentra comprensibilmente su costi, tempi e risultato finale. La sicurezza del cantiere, invece, viene spesso percepita come un aspetto secondario o come una responsabilità che riguarda esclusivamente l’impresa. In realtà, molti problemi legati alla sicurezza nascono proprio da scelte iniziali del committente, spesso fatte in buona fede e per mancanza di informazioni. Conoscere gli errori più comuni del committente aiuta a evitarli prima che si trasformino in criticità, ritardi o situazioni difficili da gestire a lavori avviati.
Errore n.1 – Pensare che la sicurezza riguardi solo l’impresa
È uno degli equivoci più diffusi. Molti committenti ritengono che la sicurezza sia un problema dell’impresa e che eventuali obblighi non li riguardino direttamente In realtà, la normativa attribuisce al committente un ruolo attivo, soprattutto nelle fasi di scelta dell’impresa e di organizzazione iniziale del cantiere. Pensare di essere completamente estranei alla sicurezza espone il proprietario a errori involontari ma rilevanti.
Errore n.2 – Sottovalutare i “lavori piccoli”
Un altro errore frequente è ritenere che: “Per lavori di modesta entità non serva occuparsi di sicurezza”. Ristrutturazioni interne, lavori in quota, rifacimenti di coperture o manutenzioni straordinarie possono comportare rischi elevati, anche se di breve durata o di importo contenuto. La dimensione economica dell’intervento non è un indicatore affidabile del livello di rischio.
Errore n.3 – Avviare i lavori senza un’impostazione chiara
In alcuni casi i lavori partono: • senza una reale pianificazione • con decisioni prese “in corsa” • senza aver chiarito ruoli e modalità operative Questo approccio può generare disordine in cantiere, sovrapposizione di lavorazioni, difficoltà nella gestione della sicurezza. La sicurezza funziona solo se viene impostata prima, non rincorsa a lavori avviati.
Errore n.4 – Non capire quando servono figure specifiche
Sigle come CSP, CSE o PSC vengono spesso viste come adempimenti burocratici o formalità inutili. In realtà, queste figure e strumenti entrano in gioco solo in determinati casi, ma quando sono previsti svolgono un ruolo fondamentale nel coordinare le attività e prevenire interferenze pericolose. Non comprendere quando sono necessari può portare a omissioni involontarie difficili da sanare successivamente.
Errore n.5 – Dare per scontato che “ci pensi il tecnico”
Affidarsi a un tecnico qualificato è fondamentale, ma questo non significa delegare senza informarsi o non comprendere le scelte che vengono fatte. Il committente non deve diventare un esperto di sicurezza, ma restare consapevole del percorso che sta affrontando. Un dialogo chiaro con il tecnico riduce incomprensioni e aspettative errate.
Errore n.6 – Ignorare i segnali evidenti in cantiere
Disordine costante, accessi non controllati, assenza di protezioni visibili o di informazioni chiare sono segnali che non andrebbero ignorati. Il committente non deve intervenire operativamente, ma può osservare, segnalare situazioni anomale e chiedere chiarimenti. Fingere di non vedere per “non creare problemi” spesso porta a problemi maggiori in seguito.
Errore n.7 – Pensare che la sicurezza sia solo un obbligo formale
Quando la sicurezza viene vissuta solo come un insieme di carte, un costo aggiuntivo o un rallentamento dei lavori, si perde di vista il suo vero scopo: prevenire incidenti e gestire il cantiere in modo ordinato. Un cantiere sicuro è spesso anche più efficiente, più leggibile, meno soggetto a imprevisti.
Il filo conduttore: la consapevolezza del committente
La maggior parte degli errori non nasce da negligenza, ma da scarsa informazione, sottovalutazione iniziale e mancanza di confronto. Il committente consapevole si informa, fa domande, si affida a figure competenti Questo atteggiamento è la prima vera forma di prevenzione.

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